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#unlibroèunlibro, una battaglia che verrà ricordata

Il mondo si scuote solo quando dati inconfutabili, ci spingono ad affrontare la dura realtà.

Alla Fiera del libro di Francoforte l’AIE, associazione italiana editori, ha espresso la sua preoccupazione per l’editoria italiana: si legge sempre meno, quasi non si legge affatto. Marco Polillo, presidente dell’associazione, ha fornito qualche numero. Nel 2013 il 57% degli italiani non ha letto nemmeno un libro, nonostante il prezzo di copertina sia diminuito del 5,1% e dei 4534 editori attivi in italia, solo dieci hanno pubblicato più di un libro.

Eppure la soluzione a tutti questi problemi è sotto gli occhi di tutti. Il mercato del libro elettronico non è così negativo come quello cartaceo. I titoli pubblicati in digitale aumentano così come anche i canali online per la vendita dei libri. Analizzando meglio questi dati si scopre che i lettori, in Italia, ci sono. Nel 2012 il 3% della popolazione con più di 14 anni ha scelto l’ebook: stiamo parlando di 1,6 milioni di italiani. Rispetto all’anno precedente i lettori digitali sono cresciuti del 45%.

L’editoria digitale nel nostro paese è sempre stata sottovalutata. Spesso si associa l’ebook a un prodotto scadente, che richiede poco lavoro e meno impegno. Niente è mai stato più lontano dalla verità. Una casa editrice, per attirare lettori, deve poggiare su un forte progetto culturale a prescindere dal tipo di testo che pubblica. Oltre al normale lavoro che si svolge in una qualunque redazione, una casa editrice digitale deve lottare per affermare la propria identità, per far conoscere il proprio marchio e il proprio progetto. Non ci sono vetrine per i libri digitali, raramente su quotidiani o riviste si leggono recensioni di libri che non abbiano anche un corrispondente in cartaceo. Insomma, le case editrici digitali sono un po’ la Cenerentola dell’editoria.

Questi e molti altri sono i motivi per cui è nata la campagna Un libro è un libro, iniziativa lanciata dall’AIE, con lo di sensibilizzare il nostro governo, e non solo, a parificare l’iva del 22% degli ebook a quella dei libri cartacei del 4%.

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La campagna è stata ben accolta e promossa dal Ministro della Cultura, Dario Franceschini, infatti 19 Novembre ha presentato un emendamento all’articolo 17 per abbassare l’Iva degli ebook al 4%.

 

La proposta avanzata durante  la riunione del Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei Governi degli Stati membri dell’Unione Europea, è stata bocciata, tuttavia Franceschini non si è arreso. Il 25 Novembre ripresenterà il suo emendamento al Consiglio della Cultura, durante il quale si riuniranno i Ministri della Cultura europei.


Noi attenderemo fiduciosi le prossime notizie e continueremo a investire sulla cultura tutta, indipendentemente dal mezzo che la veicola. Continueremo a credere in #unlibroèunlibro.

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Beatrice Lopez

Una foto per dire no alla differenza di IVA tra ebook e libri, i libri sono fatti di idee innanzitutto!

http://unlibroeunlibro.org/