Le parole sono Importanti

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Questa cosa qui, delle parole importanti, l’avevamo già proposta l’anno scorso, ma non abbiamo avuto le forze di portarla avanti… e poi anche voi non siete stati molto collaborativi, bisogna ammetterlo. Ma non mi voglio arrendere, io a questa cosa delle parole ci tengo particolarmente, e pure voi a giudicare dall’esperimento condotto proprio ieri dal mio profilo personale su Facebook: 59 commenti, e ancora qualcuno continua a scrivermi…

parole importanti

Vi riscaldo la minestra dell’anno scorso, ma quest’anno, mi raccomando vi voglio più attivi!!

Le parole sono importanti! Urla, paonazzo Nanni Moretti in Palombella Rossa.

Ora, lui se la prendeva fin troppo a cuore.

Però, quante parole stiamo perdendo per colpa della semplificazione?

La semplificazione è un meccanismo che mangia tutto.

Quante parole dell’italiano stiamo ammazzando per pigrizia? Perché abbiamo poca voglia di pensare o perché siamo convinti che con le solite quattro parole ombrello ci facciamo capire meglio, o risultiamo meno noiosi…

Beh non è così, a forza di evitarle tante parole si perdono. Resistono solo quelle che raccolgono più significati, perché sono vaghe, che possono essere usate per spiegare tutto, perché non sono in grado di spiegare niente. Sono le parole ombrello, quelle che ci proteggono dalla responsabilità di aver espresso un’opinione chiara, dall’impegno di crearcela un’opinione chiara, dall’impegno di difenderla quell’opinione chiara.

È la semplificazione che inghiotte ogni cosa.

«Chi parla male, pensa male e vive male», sempre Moretti, sempre Palombella Rossa.

Non stiamo qui colpevolizzarci per aver chiesto a tavola che ci passassero il “come-si-chiama” o se, per esprimere quella sensazione di stupore misto ad ammirazione, gioia e innamoramento davanti a un’opera d’arte, l’unica cosa che siamo riusciti a dire è stata… “fico!”. Capita, ma si può cambiare.

Salvarsi è possibile. Con Regina Zabo daremo il nostro piccolo contributo, partecipate anche voi!

Vi presenteremo una o due parole alla settimana, su Facebook, Instagram e twitter, voi potrete farne quello che volete: fotografarla quando la trovate su un libro, o copiare la frase in cui l’avete incontrata, o scriverci voi una frase di senso compiuto… insomma, sbizzarritevi

lePsonoI1 (1)NB: Per comunicare con la nostra pagina Facebook è necessaria la menzione: @Regina Zabo, l‘#lePsonoI e prima di condividere il post dovete assicurarvi che il pubblico sia settato su “Tutti”. Se no non lo possiamo vedere.

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