ePub3? Si può fare!

leggere ebook nel formato ePub3

leggere ebook nel formato ePub3

Per il suo nuovo ebook, Dormiveglia, Regina Zabo ha deciso di sperimentare il formato ePub3… ma di cosa stiamo parlando?

È la stessa domanda che mi sono posta io quando ho deciso di realizzare un ebook come progetto per la mia tesi magistrale. Allora avevo poca dimestichezza con l’editoria digitale e ancora meno con gli ebook, ma ero già convinta che questa nuova evoluzione del libro fosse troppo significativa per scoppiare come una bolla dopo qualche anno! E quando mi guardo intorno e vedo bambini con in mano cellulari e tablet al posto delle macchinine mi convinco sempre di più che la mia impressione era giusta.

Ma sto divagando. Il punto di oggi è capire cos’è un ePub3. Prima di tutto si tratta di un formato aperto: questo vuol dire che potete accedere liberamente al codice con cui viene scritto (a differenza dei formati proprietari di Apple e Amazon) e che chiunque ne sia capace può sviluppare delle app di lettura adatte a leggerlo. . Questo però è vero per tutti gli ePub.

Qual è quindi la differenza tra un epub “normale” e un epub3?

Con un epub3 potete avere file audio integrati al testo, come nel caso di Dormiveglia. Guardare video. Osservare disegni tecnici che si adattano al testo. Leggere formule matematiche che possono essere modificate, perché sono trattate come un normale alfabeto. Studiare alfabeti diversi da quello latino, come quelli orientali e arabi, leggendoli in verticale o da destra a sinistra. I fumetti in questo formato potranno finalmente essere letti in una dimensione fissa ma comoda per l’utente (chi ha provato in questi anni i fumetti in pdf sa di cosa parlo!). I bambini potrebbero essere aiutati nella lettura da una voce che leggerà il testo mentre questo viene evidenziato. E tutti gli studenti potranno usufruire di libri con quiz ed esercizi risolvibili direttamente su tablet e computer! Insomma il potenziale c’è.

Però quante di queste meraviglie sono già a disposizione del lettore? Purtroppo sono ancora pochi gli editori che scelgono di realizzare libri in questo formato, perché sono ancora poche le app in grado di leggerne tutte le caratteristiche; probabilmente perché gli sviluppatori non sentono la richiesta del mercato. Insomma è il solito cane che si morde la solita coda.

Però non temete, sono molti quelli che credono in questo formato e che ci stanno lavorando perché sia sempre più supportato e sia leggibile dappertutto. Anche per questa ragione quando il relatore della mia tesi, il professor Francesco Tissoni, mi ha consigliato di collaborare con Regina Zabo io ho immediatamente proposto alla redazione di creare un ePub3. La fortuna ha voluto che proprio in quel momento loro stessero discutendo di come poter creare un ebook che contenesse sia testo che musica quindi hanno accettato con entusiasmo la sfida di realizzare un ePub3.

Ci siamo assicurati che voi lettori poteste godere appieno della lettura di Dormiveglia per questa ragione abbiamo setacciato con attenzione i vari distributori di app per potervi consigliare quelle giuste (e gratuite) con cui visualizzare questo libro. Per chi usa Android le app consigliate sono Ebook Reader, Adobe Digital Editions, Moon Reader, scaricabili da Google Play. Per chi preferisce iPhone e iPad ci sono invece iBooks, Gitden Reader, Gerty, CH Mate, Epub Adjunct, tutti reperibili nell’App Store. Se invece preferite leggere Dormiveglia direttamente sul computer ci sono diverse possibilità Readium (l’app di lettura di Chrome), iBooks (per chi ha un computer Apple), Adobe Digital Editions e Azardi (che possiedono una versione per ogni sistema operativo).

Per coloro che preferiscono una lettura classica senza audio abbiamo previsto anche una versione light del libro senza musiche, che può essere scaricata nei formati epub e mobi (per Kindle). 

A questo punto non mi resta che augurarvi buona lettura!

Martina Delmonte

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Martina Delmonte si sta laureando in Lettere Moderne, prima che questo assorbisse quasi tutto il suo tempo le piaceva odorare la carta dei libri, purtroppo però ne ha odorati così tanti che la sua scaffalatura è diventata grande come una stanza; così è passata al digitale, in modo da poterla portare in giro anche sulla metro.

a Martina piace leggere sul prato, andare sulle montagne russe, guardare film in norvegese .

#parolemie | L’italiano che ci diverte

#parolemie

Virgin di servo encomio e di codardo oltraggio, a settimane dalla nascita di petaloso, il termine inventato dal bimbo che ha commosso la maestra e conquistato gli accademici della Crusca; dopo la sfilza di parole importanti che abbiamo proposto per mesi su Facebook e Instagram, mi sono ritrovata a riflettere sulla lingua.

La lingua come organismo vivente, in continua evoluzione, che somiglia ai suoi parlanti, si modifica, si trasforma, si adatta e ci permette di esprimere noi stessi.

Mi è venuto in mente un libro, Lessico famigliare, di Natalia Ginzburg in cui l’autrice racconta la sua famiglia attraverso parole, espressioni e modi di dire peculiari dei suoi cari.

Oltre la lingua dei dizionari, ognuno di noi ha le sue parole, quelle che preferisce, quelle che ha storpiato e che usa quotidianamente, o quelle a cui ha dato un nuovo significato.

Ci sono quelle parole che ci restano appiccicate, quelle che quando le sentiamo ci colpiscono e non possiamo fare a meno di usare, che contagiamo a nostra volta a chi ci sta vicino, nascono come uno scherzo e poi entrano a far parte del nostro lessico. Lo stesso capita con le espressioni e i modi di dire, solitamente queste nuove acquisizioni e risemantizzazioni sono accompagnate da storielle divertenti. Sono queste storie che vogliamo raccontare.

L’hashtag questa volta sarà #parolemie

La richiesta che vi facciamo è di dirci quali sono le vostre parole e i vostri modi di dire e raccontarci la storiella che c’è dietro, ne faremo delle cartoline e le pubblicheremo sui social, arricchiamo la lingua, coloriamola, giochiamoci insieme!

Comincio io:

#parolemie

#parolemie

Sonia fin da piccola se ne fregava del maschilismo della lingua italiana: per lei il mondo si divideva tra ‘minucce (femminucce) e ‘minucci (maschietti).

Ora tocca a voi, con quali parole avete arricchito il vostro lessico? Quale storia c’è dietro?

Le migliori app per leggere gli ebook su smartphone e tablet

Le migliori app per leggere ebook su smartphone e tablet

Della polemica tra carta e digitale Regina Zabo non può che fregarsene. Noi pubblichiamo solo in digitale, va da sé che chi è curioso e ha piacere di leggere i nostri libri deve farlo in digitale.

La cosa migliore da fare per chi voglia avvicinarsi al mondo degli ebook, è acquistare un eReader, di quale scegliere in base alle diverse esigenze ci ha parlato Sara d’Agostino qualche tempo fa, ma è un articolo ancora attuale, se state pensando di fare questo piccolo investimento vi invitiamo a leggerlo: I migliori eReader.

In tanti però non se la sentono di sganciare un centone per un aggeggio che serve solo per leggere, per me questa limitazione suona come musica, anzi considero il limitato numero di operazioni che un eReader può compiere il suo punto forte. Ci permette infatti di affrontare una lettura immersiva, senza la rottura di scatole delle mille notifiche che provengono dai vari luoghi digitali che abitiamo come Facebook, Twitter, Gmail, Instagram, Pinterest, Google+, Snapchat… Tinder!

Ma non possiamo negare che avere un oggetto, come lo smartphone o il tablet, che ci permette di svolgere tante attività diverse è una gran comodità, quindi perché non utilizzarlo anche per leggere?

UbReaderBluefire readerAldiko

Sono tutte app semplicissime da usare, basta installarle e si può cominciare a leggere. Tutte permettono di aggiungere segnalibri, evidenziare parole e frasi, inserire note.

Se siete precisini e vi va di smanettare tra le impostazioni, potete modificare la grandezza del carattere, l’interlinea, selezionare la modalità di visualizzazione notturna (ovvero vedere il testo bianco su fondo nero).

Insomma, potete avere tutte le comodità di cui avete bisogno e senza spendere un centesimo potrete dare al vostro tablet o al vostro smartphone un nuovo utilizzo, volendo meno frivolo del solito.

Moon + readerFb reader

Sono due app veramente ben fatte, l’unica cosa che mi infastidisce un pochino è che non leggono il foglio css, non mostrano quindi la grafica dell’ebook come è stata pensata dall’editore. La grafica e i font che vedrete con queste applicazioni non sono state scelte da noi, ma non è importante, l’importante sono i contenuti.

Una cosa molto comoda che si può fare con Moon + reader è collegarla a dropbox, in questo modo potete salvare sulla vostra cartella gli ebook che scaricate sul pc e leggerli comodamente sullo smartphone o sul tablet.

KindleKobo

Queste app le metto a parte, perché sono collegate strettamente ai rispettivi ebook store e non le potete usare per leggere gli ebook che avete acquistato… su reginazabo.com per fare un esempio. Tra le due però consiglio Kobo, perché può leggere il formato ePub che non è un formato proprietario e può essere letto dalla maggior parte dei dispositivi.

Quale proverete?

Le parole sono Importanti

Questa cosa qui, delle parole importanti, l’avevamo già proposta l’anno scorso, ma non abbiamo avuto le forze di portarla avanti… e poi anche voi non siete stati molto collaborativi, bisogna ammetterlo. Ma non mi voglio arrendere, io a questa cosa delle parole ci tengo particolarmente, e pure voi a giudicare dall’esperimento condotto proprio ieri dal mio profilo personale su Facebook: 59 commenti, e ancora qualcuno continua a scrivermi…

parole importanti

Vi riscaldo la minestra dell’anno scorso, ma quest’anno, mi raccomando vi voglio più attivi!!

Le parole sono importanti! Urla, paonazzo Nanni Moretti in Palombella Rossa.

Ora, lui se la prendeva fin troppo a cuore.

Però, quante parole stiamo perdendo per colpa della semplificazione?

La semplificazione è un meccanismo che mangia tutto.

Quante parole dell’italiano stiamo ammazzando per pigrizia? Perché abbiamo poca voglia di pensare o perché siamo convinti che con le solite quattro parole ombrello ci facciamo capire meglio, o risultiamo meno noiosi…

Beh non è così, a forza di evitarle tante parole si perdono. Resistono solo quelle che raccolgono più significati, perché sono vaghe, che possono essere usate per spiegare tutto, perché non sono in grado di spiegare niente. Sono le parole ombrello, quelle che ci proteggono dalla responsabilità di aver espresso un’opinione chiara, dall’impegno di crearcela un’opinione chiara, dall’impegno di difenderla quell’opinione chiara.

È la semplificazione che inghiotte ogni cosa.

«Chi parla male, pensa male e vive male», sempre Moretti, sempre Palombella Rossa.

Non stiamo qui colpevolizzarci per aver chiesto a tavola che ci passassero il “come-si-chiama” o se, per esprimere quella sensazione di stupore misto ad ammirazione, gioia e innamoramento davanti a un’opera d’arte, l’unica cosa che siamo riusciti a dire è stata… “fico!”. Capita, ma si può cambiare.

Salvarsi è possibile. Con Regina Zabo daremo il nostro piccolo contributo, partecipate anche voi!

Vi presenteremo una o due parole alla settimana, su Facebook, Instagram e twitter, voi potrete farne quello che volete: fotografarla quando la trovate su un libro, o copiare la frase in cui l’avete incontrata, o scriverci voi una frase di senso compiuto… insomma, sbizzarritevi

lePsonoI1 (1)NB: Per comunicare con la nostra pagina Facebook è necessaria la menzione: @Regina Zabo, l‘#lePsonoI e prima di condividere il post dovete assicurarvi che il pubblico sia settato su “Tutti”. Se no non lo possiamo vedere.

Su twitter ci trovate come @Zabo_edz e ricordatevi l’hashtag!

Su Instagram siamo reginazabo_edz

L’importanza della copertina

La copertina deve essere bella.
La copertina ci chiama dagli scaffali delle librerie, e da quelli degli ebook store.
La copertina rappresenta il nostro primo contatto con il testo, fa essa stessa parte del testo.

Una copertina ben fatta deve essere esteticamente piacevole ed efficace, deve essere in grado di rispondere al suo ruolo di soglia, ovvero il punto di ingresso ai contenuti.

Questo vale anche per i libri digitali, anche gli ebook hanno bisogno di chiamare i lettori, di dire loro: eccomi, sono quello che stai cercando!
Qualche settimana fa, in redazione, ci siamo fermati a riflettere su una copertina in particolare, questa qui.

La prima copertina, design e progetto grafico di Davide Fiori

La prima copertina, design e progetto grafico di Davide Fiori

È la copertina di un saggio di sociologia sulle donne che lavorano nel settore delle Information Technologies: Maschiacci la costruzione del genere nel settore informatico e fa parte della collana #wannabepop che ha come obiettivo quello di affrontare argomenti specialistici in modo semplice, ma non semplicistico! Raccoglie quindi ebook che affrontano argomenti seri, ma con un linguaggio semplice e chiaro.

La copertina precedente rappresentava una metafora: un cavallo di troia dal quale un esercito di donne andava a “invadere” gli uffici del settore informatico… voleva essere ovviamente una provocazione legata al fatto che tra le 14 ragazze intervistate dall’autrice durante la ricerca, molte avevano espresso questa sensazione di disagio, si sentivano delle intruse nonostante oggi siano sempre di più le donne impiegate nel settore delle IT. In generale la presenza sempre più massiccia delle donne in settori lavorativi da sempre percepiti come maschili è visto come un’invasione di campo, una minaccia.

Non pensiamo fosse una cattiva idea, non l’abbiamo sostituita per quello, solo che era una metafora in più oltre quella del titolo nel quale assieme all’autrice abbiamo deciso di scherzare sull’abitudine di chiamare le ragazze che hanno comportamenti o interessi considerati prerogativa dell’altro sesso, “maschiacco”, considerandolo un vezzeggiativo, un complimento quasi. Ma quella che sembra un’abitudine neutra in realtà rappresenta il prodotto di un’abitudine culturale legata a un discorso politico soggiacente, ed è di questo che parla il saggio.

Abbiamo optato allora per un’immagine di più facile lettura: una ragazza che lavora al pc indossando baffoni finti. In questo modo il collegamento con il titolo Maschiacci appare lampante. La giovane informatica lavora camuffata ironicamente da uomo, perché per l’immaginario collettivo il lavoro che fa è un lavoro da uomo. Perché per essere accettata deve mettere in moto dei meccanismi di assimilazione alla cultura maschile dominante, tutti gli altri perché di questi baffoni, li trovate all’interno del saggio.

Un’altra cosa che abbiamo modificato è stato il sottotitolo, in copertina lo abbiamo omesso, riapparirà nel frontespizio, questo è stata una manovra pratica, legata al fatto che negli ebook store le copertine si vedono piccolissime, e appaiono sempre accanto alle informazioni, quindi abbiamo preferito inserire nell’immagine della copertina solo il titolo principale, in modo che il risultato fosse un’immagine pulita. Questo è il risultato. Voi cosa ne pensate, quale preferite tra le due?

La nuova copertina: fotografia, design e progetto grafico di Maurizio Olla

La nuova copertina: fotografia, design e progetto grafico di Maurizio Olla

Summer ebook sales 2015 |tanti titoli in sconto

Summer ebook sales 2015

Summer ebook sales 2015

A partire dal 10 agosto, parteciperemo all’iniziativa promossa dai nostri “colleghi” di Nativi digitali edizioni in collaborazione con Wizards & Blackholes:

Summer sales 2015: fino alla fine del mese Cuore di Carciofo, L’odore dello scirocco, Costellazione di sventure e Maschiacci saranno scontati del 50%.

La promozione comprende in totale 23 ebook, un’ottima occasione per fare scorta di letture e conoscere nuovi autori!

Questa la lista di ebook in offerta, in rigoroso ordine alfabetico.

Titolo Autore Genere Prezzo originale Prezzo in offerta Editore
30annozero Marianna Sansone e Antonio Benforte Viaggi 2.99€ 1.49€ Nativi Digitali
Acqua Naiede Andrea Schiavone Fantasy 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
Aeroporti Elena Chiara Mitrani Young Adult 3.49€ 1.74€ Nativi Digitali
Centauromachia Michelangelo Rocchetti e Michele Pinto Fantasy 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
Costellazione di Sventure Davide Piccirillo Narrativa 4.99€ 2.49€ Regina Zabo
Cuore di Carciofo Andrea Meregalli Narrativa 3.49€ € 1,79 Regina Zabo
Dieci Estati Giulia Menegatti Rosa 0.99€ 0.49€ Nativi Digitali
Draconia Teresa Regna Fantasy 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
Gli Zingari dello Studio Enzo Lauretta Viaggi, Young Adult 2.99€ 1.49€ Nativi Digitali
Hitler, Socrate, Amore e Gelato Kim Chiari Surreale, umoristico 2.99€ 1.49€ Nativi Digitali
Il Curandero Spartaco Mencaroni Fantascienza 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
L’odore dello scirocco Gianluca Massa Narrativa 4.99€ 2.49€ Regina Zabo
L’Orologio della Verità Chiara Zanini Fantasy 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
L’Ultimo Lavoratore Luca Salmaso Fantascienza 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
La Caccia Salvatore Di Sante Fantascienza 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
La Vita Continua Matteo Fraccaro Fantascienza 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
Magellan Route Andrea Mori Checcucci Noir 3.49€ 1.74€ Nativi Digitali
Maschiacci Marta Mulas Saggio € 6,50 € 3,25 Regina Zabo
Padri e Figli Luca Mencarelli Fantascienza 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
Storia di uno Scorpione Luca Pappalardo Fantasy 1.99€ 0.99€ Wizard & Blackholes
Storia di Uomini Invisibili Giacomo Festi Fantastico 2.99€ 1.49€€ Nativi Digitali
Storie d’amore e di morte Matilde Narrativa € 1,00 € 0,50 Regina Zabo
Storie di un Viaggiatore Immortale Andrea Casalboni Fantasy, Storico 2.99€ 1.49€ Nativi Digitali

 

Gli sconti saranno attivi su tutti gli store di ebook dal 10 al 31 agosto 2015.

I migliori eReader

Capic_seapita spesso che ci chiediate un consiglio su quale device acquistare, in redazione, la maggior parte di noi possiede un Kobo glo, e ci riteniamo abbastanza soddisfatti ma il tempo passa, e l’offerta di eReader cresce e starci dietro non è facile. Ci siamo rivolti quindi alla nostra esperta. Sara d’Agostino caporedattrice della sezione e-news di Finzioni. Le abbiamo chiesto quali sono i device migliori in circolazione.

 

Quando si parla di leggere, scegliere l’eReader giusto è la prima cosa da fare. Ma non molti di noi hanno gli strumenti per capire quale sia un buon device, che valga davvero la pena comprare, e quale invece sia nulla di più che un giocattolino destinato a sfasciarsi dopo appena un anno di vita. Ecco quindi un piccolo prontuario di quelli che – almeno per quest’anno – sono i migliori eReader in circolazione.

Tolino Vision 2

Il Tolino Vision 2 è senz’altro il più economico. Dotato di un classico schermo sovrilluminato E Ink®Carta da 6″ anti-ghosting, pesa 178g per 163 x 114 x 8,1mm. La memoria interna di 2,1Gb può contenere oltre 2000 eBook, con possibilità di archiviare fino a ulteriori 5Gb sulla piattaforma Cloud IBS.

Ha un processore da 1,5GHz e una RAM da 512Mb, con connettività WiFi.

Il tutto, integrato con il Dizionario Zingarelli della Lingua Italiana e su un display HD da 1024 x 758pixel.

Supporta i formati PDF ed ePub e, grazie alla tecnologia HzO Waterblock®, resiste a schizzi d’acqua e polveri. Costa € 129,00.

Tolino-Vision-2

Tolino Vision 2

Kindle Paperwhite

Kindle è senz’ombra di dubbio il più popolare tra gli eReader. Misura 169 x 117 x 9,1mm e pesa 215g, è dotato di connettività wireless e, in base alla regolazione di quest’ultima e della luce integrata, la batteria può durare da 8 a 10 settimane. Il display touch è un classico 6″ EInk Carta in 16 toni di grigio da 221ppi, con sovrailliuminazione integrata e tecnologia dei caratteri ottimizzata.

Grossa pecca del device è che per i Kindle Paperwhite acquistati in Italia non è possibile eliminare i messaggi pubblicitari. Altra cosa a cui fare attenzione è il formato proprietario che il device supporta: gli eBook Kindle sono pacchetti .AZW3, e non sono confermati i rumors secondo cui sia possibile visualizzare un ePub.

Kobo Aura H2O

Kobo è il secondo favorito, diciamo il competitor diretto di Kindle. Kobo Aura H20, tra l’altro, è stato il primo eReader a introdurre l’impermeabilità rispetto ad acqua ed agenti corrosivi: la certificazione IP67 infatti garantisce una resistenza fino a 30 minuti ad immersioni sino a un metro di profondità, e la scocca garantisce l’impenetrabilità anche da parte di polveri e sabbia.

Lo schermo è un 6,8″ EInk Carta, con una risoluzione di 1430 x 1080. Pesa 233g per 179 x 129 x 9.7mm di dimensione.

Il display è dotato di sovrailluminazione con rivestimento micro-sottile, la memoria del device è di 4Gb (oltre 4000 eBook) espandibile con MicroSD fino ad ulteriori 32Gb, ed è dotato di connettività WiFi.

L’eReader supporta tutti i formati di testo e di immagini. Pare persino che sia possibile leggere anche il formati .MOBI e AZW, ma non abbiam ancora avuto modo di sperimentare.

Cybook Ocean

Cybook Ocean di Bookeen è riuscito nel tempo a diversificarsi dagli altri per design: si tratta, infatti, dell’eReader più sottile al mondo, e con il suo Flatview Design misura 196 x 150 x 7mm, con 300g di peso e uno schermo più largo del solito, da 8″.

Il display capacitivo multi-touch è un E-Paper in 16 toni di grigio con una risoluzione di 1024 x 768px e 169dpi, ed è dotato di anti-glare e una lamina di distribuzione della sovrailluminazione.

Cybook Ocean

Cybook Ocean

Onyx BOOX M96 Universe

Si tratta del più costoso eReader della nostra lista, ma Onyx BOOX M96 Universe è forse il migliore in fatto di qualità. In realtà, questo device è praticamente un tablet in 16 toni di grigio. Pesa 509g per 242.9 × 178.4 × 12.3mm di dimensione.

Ha infatti un display di grandissime dimensioni, 9,7″ con una risoluzione di 1200×825 per 150 ppi, il che sopperisce al fatto che la tecnologia usata non sia la più recente: il display touch capacitivo, infatti, è un E Ink Pearl e non un Carta, tecnologia quest’ultima più recente e di migliore effetto per la vista. Sempre ottimo, dunque, ma non il migliore in circolazione: questa scelta è probabilmente dovuta al fatto che il dispositivo non è destinato al solo uso come eReader, e una diversa tecnologia E Ink si adatta maggiormente alla visualizzazione di immagini più dinamiche.

OnyxBOOX

OnyxBOOX

Altra particolarità di questo eReader è il sistema operativo: si tratta di una versione ad hoc di Android 4.0.4, che supporta le relative app e consente quindi al dispositivo di avere accesso non solo a un bacino di eBook potenzialmente infinito, ma anche di utilizzare diverse applicazioni per la lettura (e non solo), come ComiXology per i fumetti, Feedly, Issuu, ma anche Google Calendar e simili.

La rarità di Onyx BOOX M96 Universe è la funzionalità Text-To-Speech, utilissima per chi ha disabilità nella lettura o persino nella vista. In genere, questa funzionalità è preclusa agli eReader, per una questione di mercato.

L’eReader è in grado di leggere tutti i formati di eBook e documenti, dal .Txt al .MOBi all’ePub, senza distinzione. La batteria è ottima, una 1600mAh Li-ION Polymer, il processore è un Freescale i.MX 6 Cortex A9 1.0GHz — ciò che ci si aspetta da un tablet — e una memoria interna di 4Gb (circa 4000 eBook), espandibile fino a 32Gb con SD.

È inoltre dotato di WiFi (ovviamente), porta miniUSB 2.0, e bluetooth.

Ultimo, ma non ultimo, il device è dotato anch’esso di sovrailluminazione integrata e distribuita, per una lettura ed un uso in qualsiasi condizione di luminosità.

Come avete visto esiste davvero un mondo oltre il Kindle, e grazie a Sara ora avete gli elementi per poter fare la vostra scelta. Qual è l’eReader che fa per voi?

Copertine d’autore | Valerio Loi per Architetture digitali dell’uomo

Per Architetture digitali dell’uomo di Roberto Maggi, il secondo saggio della collana #wannabepop, abbiamo chiesto al fotografo Valerio Loi di prestarci una sua immagine. Si intitola “Neverending journey” ed è stata scattata con l’iPhone nella metropolitana di Londra.

Architetture digitali dell'uomo

Architetture digitali dell’uomo

Ancora una volta non ci siamo arresi al ruolo marginale che le copertine ricoprono nell’editoria digitale; spesso, negli scaffali virtuali degli ebook store non sono più grandi di un francobollo, e ad attirare l’attenzione dei lettori sono i dati sull’ebook, che appaiono accanto a quel francobollo che è la copertina.

Per noi di Regina Zabo la copertina rappresenta ancora la soglia, che ci guida nel passaggio all’interno del testo. Che ci dice in qualche modo qualcosa su ciò che ci aspetta.

Mi sono rivolta a Valerio Loi dopo aver conosciuto per caso alcuni suoi lavori; probabilmente in tanti siete inciampati sulle sue fiale di sentimenti: Human feelings as drugs è l’opera che l’ha portato fino alla Power Station of Art di Shanghai, la più conosciuta e ripresa per diversi progetti, tra cui la nostra conferenza durante Bookcity Milano 2015, #mifacciodicultura digitale.

bookcity 2014

Bookcity 2014

Ma ad attirare la mia attenzione è stato Web Popularity Products, in cui si interroga sul valore che i social network stanno acquisendo nelle nostre vite, ipotizzando un mondo in cui la popolarità “social” si possa trovare sugli scaffali del supermercato.

Il suo interesse per i comportamenti umani e i mutamenti della società, l’influenza delle nuove tecnologie sulle nostre vite sono il filo conduttore di questi lavori. In questi interessi ho visto il collegamento tra il lavoro di Valerio e quello di Roberto Maggi, che in Architetture digitali dell’uomo fa un discorso che non si limita solo ai socialnetwork, per riflettere su Internet come un luogo digitale in cui abitiamo rivolgendo uno sguardo critico su tanti piccoli aspetti che sono diventati parte della nostra quotidianità.

Bio: Valerio Loi nasce a Cagliari nel 1986. Nel 2014 si laurea in Photografphy e and digital Imaging. alla West London University. Nel 2012 vince il Nikon talents per la categoria Still Life, nel 2013 partecipa alla biennale di design Sant’Etienne e nel 2014 il suo progetto Human feelings as drugs viene esposto alla Power Station of art di Shanghai. L’ironia del suo sguardo, la capacità di cogliere gli elementi perturbanti della realtà in cui viviamo e tradurli in immagini attraverso la continua ricerca tecnica sono i suoi tratti caratteristici.

Copertine d’autore | JAB per “Il Conte Ugolino” di Cristiano Niedojadko

Disponibile a breve per i vostri aggeggi elettronici Il Conte Ugolino di Cristiano Niedojadko.

Il Conte Ugolino

Il Conte Ugolino, di Cristiano Niedojadko, copertina di Paride Bertolin – JAB –

Per la seconda volta vi proponiamo una copertina d’autore, dopo Piercarlo Carella che ha disegnato per noi la copertina di Costellazione di Sventure
siamo lieti di presentarvi Paride Bertolin.

Paride, in arte Jab, nasce a Busto Arsizio nel 1985. Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Milano. Lavora come illustratore e character designer per Ovosonico.

Il disegno è tra le sue forme di comunicazione predilette fin da quando era bambino. Il suo stile personale emerge da due principali influenze provenienti dal cartoon e dai grafitti. Ama sperimentare nuove tecniche ad esempio attraverso il 3D, ma è molto affezionato anche a un altro strumento, più tradizionale, la penna a sfera.

Se siete curiosi di vedere i suoi lavori vi invitiamo a fare un giro sul suo sito: paridebertolin.com

La copertina rappresenta la Coccatrice, animale mitologico qui rappresentato come un gallo di fuoco, che tiene fra le zampe lo stemma della famiglia Della Gherardesca. Presto potrete scoprirne il significato.

L’ebook di Crisitano Niedojadko sarà in vendita sul nostro sito e su tutti gli ebookstore a partire dal 3 giugno.

Tabucchi e il sentimento del tempo

Antonio Tabucchi Photo credit: corriere.it

Antonio Tabucchi Photo credit: corriere.it

Il tempo preme sul nostro agire come un accumulo di materia viva e morta. Viva nel momento in cui lo sperimentiamo sulla nostra pelle o lo riviviamo nel ricordo, morta per il banale fatto di trascorrere in un battito d’ali. A questa ambigua doppiezza, che forse è il semplice modo in cui umanamente possiamo rapportarci allo scorrere degli eventi, è dedicata gran parte della produzione tabucchiana.

Quando Tabucchi parla di tempo si ha come la sottile impressione che stia parlando non di un tempo semplice ma di un tempo composto, come bipartito, scisso in due anime costantemente attaccate l’una all’altra come la buccia di una castagna, fuori ruvida e aghiforme, dentro liscia e pulita, ad abbracciare il frutto. Anche il tempo ha le sue spine che ci pungono e sono la temibile costante oggettiva a cui nessuno sfugge, scansione del decorso fisico delle cose. Tabucchi però ci insegna che ogni cosa ha il suo rovescio, anzi il mondo intero è forse solo un grande «gioco del rovescio», in cui qualsiasi elemento può essere sottoposto a una lettura duplice perché tutto ha sempre due facce, e a questa sorta di legge universale sottostà anche il tempo. Il rovescio delle spine del tempo sono le coseguenze apportate dal suo fissarsi in forma di ricordo nella nostra interiorità, che non ci avvicinano alla morte come l’inesorabile sussegursi di minuti e secondi, ma ci arricchiscono di consapevolezza su noi stessi e piuttosto sulla vita.

Tabucchi ci aiuta a distinguere, così, fra il «tempo dell’orologio» , reale e matematico, e il «tempo della vita», che ha le sue radici nell’interiorità, nella memoria e nell’inconscio. Entrambi ricadono su di noi, ma non sempre vanno di pari passo. Anzi il più delle volte sono completamente sfasati, forse per colpa di quell’incolmabile scarto che separa il “tempo delle cose” dal “tempo degli uomini”, in cui si scinde l’interezza della nostra esistenza divisa fra il “mondo della realtà esterna” e il “mondo della coscienza interna”. Uno è il tempo definitivo e immodificabile dell’eterno passato, del fatto, in cui valgono le leggi dell’inesorabile, del “così è stato”, che ci ricorda la nostra mortalità e tutto l’apparato di angosce a essa connesse. L’altro è il dato temporale che noi, custodendolo, accarezziamo nei recessi della psiche, un tempo elastico e ripercorribile in ogni momento, che fatica a piegarsi all’inesorabilità degli eventi, perché è il tempo dell’assoluta libertà di riflessione e rielaborazione del vissuto. Questo ci porta a indagare non i fatti nudi e crudi, ma quello che sta dietro ai fatti: le motivazioni oscure dell’inconscio, le possibilità prese in considerazione nel passato ma poi inapplicate, tutto ciò che si oppose o che si oppone a quel reale prima solo “in potenza” e ora “in atto”, e che ci fa scoprire come esso sia in verità il frutto di infinite eventualità, in buona parte dipendenti dal nostro volere. Dietro a un’azione concreta o a un’atto mancato si cela un’universo sconfinato di motivazioni e dettagli non trascurabile che se modificati, anche in un solo punto, avrebbero potuto portare a esiti completamente differenti, magari opposti agli attuali.

Spesso si tenta di minimizzare questa scomoda consapevolezza con un bel e rassicurante “le cose sono andate come dovevano andare”. In realtà se anche uno solo degli addendi, la cui sommatoria porta all’evento, fosse stato eseguito o pecepito in maniera diversa, il risultato sarebbe stato del tutto diverso. Il problema è che il più delle volte questi improvvisi barlumi di scomoda coscienza ci abbagliano e tendiamo a soffocarli inavvertitamente, o ci squarciano quando oramai non resta più tempo per poter rimediare e la vita diventa così un comico balletto di tempi fuori tempo, dolcemente grottesco. Per Tabucchi il tempo non si concretizza puramente negli atti conclusi. Resta impigliato anche in tutto quello che avrebbe potuto emergere e che, invece, è rimasto sommerso, e pure questo è parte del suo rovescio: la capacità di capire che nonostante le cose siano andate così sarebbero potute andare diversamente. Il tempo si compone tanto di prospettive attuate quanto di inattuate, non ammetterlo è cecità. Tabucchi le fa emergere entrambe, evidenziandone implacabilmente gli urti e le frizioni. Ripercorrendo le alonature del possibile impariamo ad accorgerci e capire cose già accadute, ma senza che ce ne avvedessimo, o lanciare plausibili ipotesi sul futuro, ed è proprio questa compresione ritardata o anticipata della vita, dovuta alla nostra possibilità di riflettere su di essa interiormente, a renderci in anticipo o in ritardo sugli eventi. Alla fine, a ben guardare, l’esistenza stessa è per ironia della sorte un tempo sfasato. Ecco il grande insegnamento di Tabucchi.

La vita è una partitura musicale che noi eseguiamo forse senza conoscere la musica. Non abbiamo lo spartito. Lo spartito si capisce solo dopo, quando la musica è già stata suonata.

(Antonio Tabucchi, Autobiografie Altrui).

Di Marta Rizzo

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Marta Rizzo nasce a Trieste il 25 maggio 1992

Si è laureata in lettere all’Università di Bologna con la tesi: Il sentimento del Tempo in A. Tabucchi

Le piace: Bologna, i libri, leggere sui colli

Non le piacciono: gli omofobi, i legumi, i libri di Fabio Volo

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